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20/06/2022

LA CONDIZIONE DEI MEDICI A DUE ANNI DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA DA COVID - 19

Istituto Piepoli ha svolto per la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri un’indagine presso un campione di 500 medici italiani, intervistati tra il 21 e il 28 Marzo con metodo CATI. A quanto emerge dalla ricerca, nel corso della pandemia il carico di lavoro è cresciuto per 3 medici su 4, portando quasi 1 ospedaliero su 5 a cambiare reparto (un cambiamento difficile, nella maggior parte dei casi). D’altro canto, il 53% dei medici dichiara che molti cittadini hanno rinunciato a cure importanti, spesso interrompendole dopo averle iniziate, per colpa della pandemia. Una pandemia che ha impatto anche sul rapporto di fiducia tra medico e paziente, incrinato secondo il 40% dei medici intervistati. Ma l’impatto della pandemia non si è limitato a questo, peggiorando lo stato di salute psico-fisica dei medici, il 71% dei quali ha avvertito una crescita di stress, mentre 1 su 10 ha addirittura riscontrato problemi di salute che prima non aveva. Non solo: al normale impegno quotidiano si aggiungono ora anche consulti e visite da remoto, che hanno invaso la vita privata del 58% dei medici italiani, 3 su 4 dei quali non riescono più ad andare in ferie o anche solo a garantirsi un adeguato tempo per la vita personale. I medici lanciano anche un invito a una maggior attenzione delle istituzioni alla loro condizione, fin qui insufficiente per la maggioranza degli intervistati. Passando alla condizione femminile, quasi 4 donne medico di età compresa tra 25 e 34 anni su 10 si sentono discriminate, e il 50% ritiene di non essere tutelata nello stato di maternità. In questo contesto, l’81% degli italiani dichiara un livello elevato di fiducia nei confronti del proprio medico di famiglia, visto come punto di riferimento anche dai più giovani.